Spaghetti al pomodoro

Last Updated: 11 Marzo 2025By

Incontrai al Four Seasons di Milano per un’intervista Sergio Mei, grande Chef, dopo che lui aveva vinto il Premio alla Carriera de Il Sole 24 Ore.

Foto di Ferdinando Cioffi

In quella occasione era presente anche Cila Ranzato, imprenditrice dell’editoria brasiliana. Dopo averci deliziato con delle sue preparazioni, al momento del saluto, domandai al Maestro, fuori dai canoni dell’intervista, un consiglio su come riconoscere la qualità di un cuoco.

Mi rispose: “Baldassarre caro, è molto semplice. Ordina qualcosa fuori dal menù. Tipo un semplice piatto di spaghetti al pomodoro. Da quali ingredienti usa, dalla bontà , da come decora il piatto, da che utilizzo ne fa del basilico, lì potrai riconoscere la “vertute” dello Chef”

In effetti, un semplice piatto di spaghetti al pomodoro è uno piatto molto complesso, si  basa su un equilibrio sottile (Vasco Rossi docet) e molti cuochi anche stellati, si rifiutano di farlo, se è fuori dal loro istituzionale e rigido menù o dai loro strani e incomprensibili abbinamenti con altri ingredienti, lontanissimi dalla cifra stilista degli spaghetti al pomodoro.

Da tempo utilizzo questa prassi per le mie recensioni gastronomiche, tra lo scanzonato e la curiosità che mi caratterizza: affermo di non essere stato bene con lo stomaco e che desidero un “semplice” piatto di spaghetti al pomodoro.

Ecco, allora, che si apre un mondo. Chi ti risponde che lo Chef non può accontentare la mia richiesta, chi da poco importanza all’ordinazione e prepara con superficialità e mediocrità  un piatto senza sapore e, chi invece, prepara con estrema attenzione un piatto eccellente, colmo di sapore.

A Voi questo strumento per un sondaggio importante, personale e trasparente.

Baldassarre Aufiero, luglio 2021 – © Mozzafiato

 

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